
Eccedenza e immissione zero per kit solari plug-in
Dato che di tanto in tanto i clienti ci chiedono quanta energia in eccesso producano i loro kit e se debbano installare un dispositivo per impedire l’immissione in rete, vogliamo fare chiarezza e calcolare i dati per te, così da aiutarti a capire meglio la reale importanza di questi temi.
A cosa serve un codice elettrico?
Un kit solare plug & play è un impianto di produzione di energia, normalmente soggetto alle norme del codice elettrico nazionale. In genere, lo scopo di queste norme è regolamentare gli impianti elettrici e stabilire standard che garantiscano la sicurezza delle persone e dei beni, oltre alla stabilità della rete. Per quanto riguarda l’energia solare, queste norme sono state inizialmente concepite per l’uso originariamente previsto di questa tecnologia: grandi parchi solari su scala industriale. Nel tempo, le norme sono state adattate per rispecchiare un uso più diversificato della tecnologia, ad esempio negli impianti industriali o commerciali di diverse dimensioni e con scopi differenti. Gli impianti residenziali sui tetti per l’autoconsumo hanno rappresentato un ulteriore passo nell’evoluzione delle norme, poiché sono relativamente piccoli, decisamente meno complessi e utilizzano la maggior parte dell’energia prodotta sul posto, senza immettere elettricità nella rete. Eppure, l’energia in eccesso prodotta da un impianto da 5 kWh o 10 kWh sul tetto nelle ore di massima produzione può mettere a dura prova l’infrastruttura della rete locale. Come accade in tanti casi, la regolamentazione segue il mercato. Quando emergono nuove innovazioni, le norme potrebbero non coglierne subito la portata.
Quanta energia in eccesso aspettarsi da un kit solare plug & play?
Nel contesto di tutti gli impianti solari, un kit solare plug & play è un microgeneratore. Con una potenza massima di 800 W, come il nostro Robinsun Performance 800 (inferiore ai consumi di un forno a microonde o di un condizionatore), il suo impatto sulla rete elettrica è trascurabile. In Germania, il limite di 800 W è chiamato “Bagatell-Grenze”: al di sotto di questa soglia, la potenza è irrilevante per la sicurezza della rete. Ciò significa che, anche nel caso limite teorico in cui un kit solare raggiunga la sua potenza massima teorica di 800 W e immetta in rete il 100% di tale potenza, non causerebbe alcun danno.
Ora, gli 800 W dichiarati sono un valore teorico che un kit raggiunge quasi mai, proprio come un’auto non raggiunge mai i consumi di carburante o l’autonomia in km dichiarati. Inoltre, ogni casa ha almeno un po’ di consumi in ogni momento, dovuti a dispositivi come un frigorifero (200-500 W), un televisore (100-200W), un altoparlante wireless (50 W), un router Wi-Fi (10 W) o una lampadina LED di media-bassa efficienza (10-15W). Durante il giorno, la produzione del tuo kit esposto a sud aumenta al mattino, raggiunge il picco all’ora di pranzo e diminuisce la sera. In uno scenario reale, quindi, probabilmente consumerai tutta la produzione del tuo kit solare plug & play, o almeno la stragrande maggioranza, senza generare eccedenze, o generandone davvero pochissime. E in ogni caso, niente di tutto questo rappresenta un pericolo per le persone o le proprietà.
Cos’è un dispositivo a immissione zero?
Un dispositivo per l’Immissione zero in rete monitora l’elettricità che fluisce nella linea elettrica principale dalla rete verso casa e, se l’elettricità fluisce nella direzione opposta, dall’abitazione verso la rete, ordina a un altro dispositivo di fermarla. Questo secondo dispositivo può essere un microinverter o una presa smart. In questo modo, garantisce che non venga immessa energia in rete. I dispositivi per l’Immissione zero in rete sono disponibili in vari tipi e costano solitamente 80-150 €.
Facciamo due conti
Per quantificare in termini economici la tua energia in eccesso, considera che un kit solare plug & play produce 1.500 kWh all’anno, di cui, per esempio, il 10% è in eccesso, ovvero appena 150 kWh all’anno. Qualsiasi compagnia elettrica che ti riconosca un compenso per l’energia in eccesso te la pagherà molto meno (per esempio 0,10 €/kWh) di quanto ti addebita per l’elettricità che acquisti dalla rete (per esempio 0,30 €/kWh). Nell’esempio, il compenso totale sarebbe di 15 € all’anno. I 150 kWh che immetti in rete equivalgono a 0,4 kWh al giorno, ovvero una media di 50 W/h (il consumo di una cassa Wi-Fi) per 8 ore di sole al giorno. È una quantità così esigua che è molto improbabile che una compagnia elettrica se ne accorga: non ha infatti alcun impatto sulla rete elettrica.
Questo livello di immissione varia naturalmente durante i mesi dell’anno e le ore del giorno, ma in ogni caso è trascurabile e non rappresenta un pericolo per le persone o le cose. Per evitare questa immissione minima, devi spendere 80-150 € per il dispositivo per l’Immissione zero in rete e installarlo, intervenendo sul quadro elettrico.
In alcuni Paesi puoi evitare di installare un dispositivo per l’Immissione zero in rete certificando l’impianto del tuo kit solare plug & play. Oltre a risparmiare il costo del dispositivo e la fatica di installarlo, un altro vantaggio è che puoi ricevere un compenso per l’elettricità in eccesso che immetti in rete. Nell’esempio sopra, si tratterebbe di 15 € all’anno, ovvero 1,25 € al mese. La certificazione ha però un costo, sia per l’azienda che la rilascia, sia per le imposte o le commissioni governative previste in alcuni luoghi. Il costo totale può variare da 150 € a 300 €. Ciò significa che ti serviranno da 10 a 20 anni per recuperare il costo della certificazione con i compensi che la tua compagnia elettrica ti riconosce per l’energia in eccesso.
Conclusioni
Qualsiasi normativa elettrica che richieda la certificazione o l'installazione di un dispositivo di immissione zero per un kit solare plug & play è un chiaro esempio di normativa che resta indietro rispetto all'evoluzione del mercato. Ha perfettamente senso spendere centinaia di euro per certificare un grande impianto residenziale che costa migliaia, se non decine di migliaia, di euro. Ma per un kit solare plug & play, che può costare appena 449 €, il costo della certificazione è del tutto sproporzionato. Altrettanto sproporzionata è la spesa richiesta per un dispositivo di immissione zero, considerata la quantità estremamente ridotta di energia immessa e l'assoluta assenza di rischi per le persone e le proprietà o di conseguenze per la rete elettrica.
I clienti sono generalmente pragmatici quando si tratta di queste normative. Come abbiamo riportato di recente sul mercato tedesco dei kit solari plug & play, in un mercato in cui le famiglie devono semplicemente comunicare al gestore della rete l'installazione di un kit, il 50-80% non si prende nemmeno la briga di farlo. In un mercato in cui sono stati installati fino a 1.500.000 kit solari plug & play, non è stato registrato alcun incidente. La potenza installata di questi kit equivale a quella di mezza centrale nucleare, con un enorme impatto sulla decarbonizzazione dei consumi energetici domestici e un risparmio di milioni di euro ogni anno per i clienti.




















































